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      Lo stesso dobbiamo dire del P. Hardouin, il quale, con più ardimento che successo, abbracciò in un amplissimo commento tutta l’opera di Plinio300; nelle sue osservazioni sulla cosmografia pliniana, egli insiste su cose abbastanza ovvie, ma nessuna luce apporta nei punti più controversi.
      GLI ASTRONOMI DEI DUE ULTIMI SECOLI, EDUCATI ALLA SCUOLA DI KEPLERO E DI NEWTON, VENNERO SEMPRE PIÙ PERDENDO OGNI CONTATTO COLLA SCIENZA DEGLI ANTICHI, ED IO NON SAPREI CITARE IN QUEST’INTERVALLO UN LAVORO COMPARABILE A QUELLI DELLO ZIEGLERO E DEL MILICHIO. NELLA SUA GRANDE STORIA DELL’ASTRONOMIA IL DELAMBRE SI È TUTTAVIA OCCUPATO DI PLINIO, E NEL PRIMO VOLUME LE PAGINE 281-295 SONO CONSACRATE ALL’ESAME DEL LIBRO II DELLA STORIA NATURALE301: QUATTRO DI QUESTE (283-286) RIGUARDANO IL PRESENTE ARGOMENTO. CHI NON SI SAREBBE ASPETTATO DA UN TALE ASTRONOMO, CUI CERTO ERAN FAMIGLIARI LE TEORIE PIÙ ASTRUSE DELL’ALMAGESTO, UNA SPIEGAZIONE, SE NON COMPLETA, ALMENO PIÙ SODDISFACENTE CHE QUELLA DEI VECCHI COMMENTATORI DEL SEC. XVI? MA AL DELAMBRE, OLTRE AL SENSO CRITICO ED ISTORICO, MANCÒ QUI PURE LA PAZIENZA. QUANTO EGLI CI DÀ NON È CHE UNA PARAFRASI DEI PUNTI PIÙ SALIENTI DEL TESTO, ACCOMPAGNATA DA OSSERVAZIONI PIÙ O MENO DEPREZZATIVE SULL’IGNORANZA DI PLINIO NELLE COSE D’ASTRONOMIA E SULLA OSCURITÀ DEL SUO STILE302. SOPRA UN SOLO PUNTO (DIGRESSIONI DI MERCURIO E VENERE) EGLI HA CERCATO DI APPROFONDIRE IL SENSO DELL’AUTORE, E PARE CHE VI SIA RIUSCITO IN UNA CERTA MISURA.
      D. SUL SIGNIFICATO DELLA PAROLA APSIDE.


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Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo III
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 336

   





Hardouin Plinio