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      Ma non è difficile conciliare questa notizia colle precedenti. Infatti già ai tempi di Pachacutec (e probabilmente anche molto prima) era uso di celebrare una festa del Sole ad ogni novilunio308; il che da una parte conferma l’uso dei mesi lunari, d’altra parte dimostra che tal festa, unita alle tre aggiunte da Pachacutec, dava per risultato il numero di quattro feste mensili, quale appunto si potrebbe aspettare dalla divisione della lunazione in quattro quarti.
      UN ALTRO PASSO DEL MEDESIMO ISTORICO HA DATO LUOGO ALL’IPOTESI DI UN PERIODO DI NOVE GIORNI309. LO STESSO INCA PACHACUTEC AVREBBE ORDINATO «CHE I CONTADINI E I LAVORANTI DELLE CAMPAGNE DOVESSERO VENIRE IN CITTÀ E PRESENTARSI SUL MERCATO (IL QUALE SI TENEVA OGNI GIORNO) DI NOVE IN NOVE GIORNI, PER APPRENDERE LE COSE ORDINATE DALL’INCA E DAI SUOI CONSIGLIERI». QUESTA LEGGE SARÀ STATA DETTATA DA CONSIDERAZIONI DI CUI NON POSSIAMO RENDERCI CONTO, E AD OGNI MODO NON POTEVA SERVIRE CHE PER GLI ABITANTI SUBURBANI DI CUZCO. ESSA NON AVRÀ AVUTO SUL CALENDARIO PERUVIANO MAGGIOR EFFETTO DI QUELLO CHE ABBIA AVUTO IL PERIODO DI OTTO GIORNI (NUNDINAE) SULL’ORDINE DEL CALENDARIO ROMANO.
      Sembra pertanto, che in una materia così semplice e di uso tanto comune si possa prestar fede alle parole di Garcilasso, il quale, nato nell’antica capitale degli Inca pochi anni dopo la conquista spagnuola, vi passò la sua adolescenza e la sua gioventù; e dalla conversazione con sua madre e coi suoi zii materni, che tutti erano della stirpe degli Inca, potè apprendere, com’egli medesimo attesta310, molte ed esatte notizie sulle antichità peruviane.


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Scritti sulla storia della astronomia antica
Tomo III
di Giovanni Virginio Schiaparelli
pagine 336

   





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