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      Eppure tutti i motivi agiscono con la stessa necessità. Il conoscer che la necessità è comune tanto ai movimenti prodotti da motivi, quanto a quelli prodotti da stimoli, ci renderà più facile comprendere, che anche quanto avviene nel corpo organico per effetto di stimoli ed in modo affatto regolare è tuttavia, nella sua intima essenza, volontà. La quale, non già in sé, ma in tutti i suoi fenomeni è sottomessa al principio di ragione, ossia alla necessità37. Non ci fermeremo quindi a riconoscer che gli animali, come nel loro agire, così in tutto quanto il loro essere, nella forma del corpo, nell'organizzazione, sono fenomeni di volontà; ma questa conoscenza immediata, a noi soli concessa, dell'essenza in sé delle cose, noi trasporteremo anche alle piante, i cui movimenti avvengono tutti per effetto di stimoli: poiché la privazione di conoscenza, e del conseguente muoversi per impulso di motivi, costituisce il solo divario essenziale fra la pianta e l'animale. Ciò che alla nostra rappresentazione della pianta apparisce pura vegetazione, cieca forza, noi lo apprezzeremo nella sua essenza per volontà; e vi riconosceremo quella medesima forza, che costituisce la base del nostro proprio fenomeno, quale essa si palesa nella nostra attività, e primieramente in tutta l'esistenza del nostro corpo.
      Un ultimo passo ci rimane da fare: l'estensione del nostro sistema anche a quelle forze, che agiscono nella natura secondo leggi generali ed immutabili, conformemente alle quali si producono i movimenti di tutti quei corpi che, affatto privi di organi, non sono sensibili allo stimolo e non possono conoscere motivi.


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Il mondo come volontà e rappresentazione
Tomo I
di Arthur Schopenhauer
pagine 254