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      Queste varie disposizioni dipendono dalle circostanze esterne, l'una le è naturale come l'altra; e l'acqua mostra o l'una o l'altra secondo le circostanze, egualmente disposta a tutto, ma in ogni caso fedele al proprio carattere e sempre questo solo carattere manifestando. Non altrimenti si manifesterà in qualsivoglia circostanza ciascun carattere umano: ma saranno diverse le sue manifestazioni, come diverse saranno le circostanze.
      § 27.
      Se da tutte le precedenti considerazioni sopra le forze della natura e le lor manifestazioni ci si è reso chiaro fin dove possa giungere la spiegazione fondata sulle cause, e dove bisogna che s'arresti, se non vuol precipitar nell'insensato sforzo di ridurre tutti i fenomeni alla loro semplice forma, sì che alla fine nulla rimanga se non la forma; potremo ora fissare in generale ciò che si può pretendere da ogni etiologia. L'etiologia deve per tutti i fenomeni della natura indagare le cause, ossia le circostanze in cui costantemente i fenomeni si producono: ma poi deve ricondurre i fenomeni, diversamente atteggiati da multiformi circostanze, a ciò che in ogni fenomeno agisce e dalla causa viene presupposto, alle elementari forze della natura; nettamente distinguendo, se una differenza del fenomeno proviene da una differenza della forza, o soltanto da una differenza delle circostanze in cui la forza si manifesta; e guardandosi bene sì dal creder fenomeno di forze diverse ciò, che è manifestazione di una forza unica in circostanze diverse, sì viceversa dal creder manifestazioni di un'unica forza ciò, che in origine appartiene a forze differenti.


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Il mondo come volontà e rappresentazione
Tomo I
di Arthur Schopenhauer
pagine 254