Pagina (48/122)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Non può persuadermi la varietà delle cose che si cavano da costest'Isola, per ragione che non possiamo rassomigliarle ad altre cose di mare o di terra; perch'è certissimo che non abbiamo veduto tutte le parti di tutti gli animali. E non fonda argomento il dire: "Questa tal cosa non so a che rassomigliarla; dunque l'ha generato la terra". Perché può esservi cosa similissima, anzi l'istessa in Natura, che fosse oscura alla nostra cognizione. Ma per quel che riguarda alla grandezza straordinaria alla quale molte volte arriva una Glossopietra, cioè quanto una mano, non m'atterisco; e la ragione si è che sono più rare (com'ella conferma) dell'altre mezzane e piccole, delle quali se ne cava infinite e spessissime, come debbono anch'essere gli animali grossissimi ragionevolmente di minor numero nel mare, nel quale è pur vero che vi nuotino bestie smisurate; ed in questi sono pochissimi i denti grossi a rispetto de' mezzani e de' piccoli. Però intorno a quei sassolini, che volgarmente si dimandano occhi di serpi e simili, dirò ingenuamente che non aveva pensiero di negare tutte le cose; ed aveva fermamente determinato tra me stesso di concedere volentieri quello che con tanta sicurezza io poteva negare con quant'altri affermare. Ma il caso procurato con diligenza e sollecitudine m'ha mostrato la strada di dubitare con ragione di qualunque simile cosa che si stima generata nel terreno; perciocch'egli è manifesto errore tener le pietre, volgarmente dette occhi di serpi, per gioie o pietre talmente figurate dalla Natura in cotest'Isola.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La vana speculazione disingannata dal senso
di Agostino Scilla
pagine 122

   





Isola Natura Glossopietra Natura Isola