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      Allora si usa quello che è disegnato nella fig. 4 che dicesi Equatoriale. Noi diamo la figura di quello che trovasi all’Osservatorio del Collegio Romano, essendo questa la costruzione più comune.
      Consiste questo in un grande cannocchiale di 25 centimetri di apertura obiettiva, e 4.m 50 di lunghezza focale, portate da un nodo di costruzione solidissima, montato sopra un piedestallo di granito, sostenuto da un vasto piliere massiccio di muratura.
     
      Il nodo che porta il cannocchiale e con cui si fanno tutti i movimenti è costruito con due assi rettangolari in acciaio di forte diametro. Il primo asse come vedesi nella figura è inclinato all’orizzonte di un angolo eguale alla latitudine del luogo ed è collocato nel piano del meridiano, parallelamente all’asse del mondo. Alla sua parte inferiore porta un circolo diviso in gradi ed ore, che rappresenta l’Equatore celeste: e alla sua sommità è fissato un robusto tubo ad esso perpendicolare che riceve un secondo asse che per costruzione riesce perpendicolare al primo. Questo secondo asse, che dicesi asse di declinazione, da un capo porta la culla entro cui sta il tubo del cannocchiale, e dall’altra un circolo graduato e i necessari contrappesi perchè la macchina resti in equilibrio in tutte le posizioni. Su quest’ultimo circolo si leggono le declinazioni degli astri e su quello che sta al piede dell’altro asse si leggono gli angoli orarii: cosicchè diretto che sia il cannocchiale a un punto del cielo si sa subito la declinazione e l’angolo orario dell’astro, dal quale angolo conoscendo il tempo siderale si ha tosto la sua ascensione retta.


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Le stelle
Saggio di astronomia siderale
di Angelo Secchi
Editore Dumolard Milano
1877 pagine 362

   





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