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      Intanto essendo Re Ferdinando I di Borbone, fu mandata in Ponza una colonia di molti condannati per vari delitti, e furono invitate ad andare ad abitarla molte famiglie povere di Torre del Greco, cittā allora distrutta dal Vesuvio, e pescatori d'Ischia. E volendosi ripopolare anche Ventotene, vi furono primamente mandati nel 1768 dugento galeotti a costruire le case per la colonia, ed un castello per un bastevol presidio di soldati. Questa povera gente finė le fabbriche, ma quasi tutti morirono, perché la notte eran rinchiusi nelle rovine di una antica, vasta ed umida cisterna romana. Nel 1771 vi andō la colonia: erano tutti ladroncelli, ai quali furono date in mogli alcune donne condannate: vi corsero ancora famiglie di Torre del Greco č d'Ischia; tra le quali Pasquale Rčgėne con la moglie ed il figliuolo. Tutti ebbero terre, arnesi rurali, sementi, frumento e viveri sino alla ricolta. Andovvi un curato e tre preti: e fu eretta una chiesa a santa Candida di Cartagine, una cui immagine nascosta fra le rovine era adorata dai pescatori che qui approdavano. Ora nella chiesa vedesi l'immagine della santa, a cui stanno innanzi genuflessi e presentando le catene un vecchio ed un fanciullo, che sono Pasquale Rčgėne ed il figliuolo. Oggi Ventotene č una vaga isoletta con mille abitatori, pių che quattro miglia di circuito, quattrocento moggia di terreno coltivabile, ed a tramontana un porto per picciole barche. In Ponza ed in Ventotene si mandano tutti i condannati alla relegazione, la pių parte ladri: ed ora senza condanna vi sono pių di quattrocento giovani generosi, che hanno il delitto di aver combattuto da prodi su i campi della Lombardia e della Venezia.


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Ricordanze della mia vita
Volume Secondo
di Luigi Settembrini
pagine 356

   





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