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      Ma la pubblica opinione è anche forza, e la storia che registra i giudizi delle nazioni e dispensa l'onore e l'infamia ha qualche potenza che non hanno i cannoni. Un giorno si saprà con orrore che nel nostro paese una fazione retrograda e stoltamente nemica di se stessa, del principe e della nazione, ha congiurato e congiura per rovesciare la costituzione; e bestialmente sdegnandosi contro quelli che a lei si oppongono, li accusa di cospirazione contro quel governo che essa cerca di abbattere, li chiama con quei nomi che convengono a lei, li giudica con quella legge che condanna lei, li condanna a quella pena che essa dovrebbe subire. Questo fatto sorge luminoso e grande sopra tutto il processo, ed esso solo basta per annullarlo, e rivolgerlo non contro i quarantadue accusati, ma contro i nemici del principe e del paese che compongono la fazione retrograda. E sebbene questa fazione sia una setta, e come tale dovrebbe essere punita; pur non dimeno se quelli che a lei si oppongono hanno scelto il mezzo della setta, questo mezzo è reo, e deve essere punito. Io non nego né affermo l'esistenza della setta dell'Unità italiana; quantunque potrei dire che i denunzianti ed i confessi, se togli l'Iervolino, non parlano di giuramento, senza il quale la legge non riconosce setta; che le riunioni non sono provate, o almeno non hanno carattere settario: io affermo e sostengo che io non sono settario. Io son certo, e lo proverò in modo che altri avranno la mia certezza, che il processo è una gran macchina inalzata dalla polizia sopra pochi fondamenti veri, e che due o tre uomini insofferenti e sconsigliati, volendosi opporre a chi voleva distruggere la costituzione, posero mano a varii mezzi, usarono varii inganni, si servirono dell'autorità di varii nomi, e forse tentarono anche la setta; la polizia li scoprì, li credette utili ai suoi disegni, li circondò dei suoi agenti, li fe' consigliare satanicamente, li spinse ad ogni eccesso, li condusse fino ad un fatto che avesse colpito le fantasie altrui, ma non avesse nociuto a persona, e poi formò un processo che pare un castello incantato, e nel quale ha posti gli uomini che essa voleva perdere.


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Ricordanze della mia vita
Volume Secondo
di Luigi Settembrini
pagine 356

   





Unità Iervolino