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      Ah purtroppo, assai volte, in certe inimicizie di uomini contro donne, bisogna indovinare segrete storie di audaci richieste e di tenaci ripulse, di fallite scorrerie di predoni, di offerte e disdegnate amicizie fraternamente pure! Ebbene, Giulia Récamier, la donna più amata che si conosca, non ebbe a conoscere un così grande dolore: quello di veder germogliare dall'amore respinto la velenosa pianta dell'odio! Ella ebbe un solo nemico: Napoleone Bonaparte. Ma mi piace credere, quantunque qualcuno lo abbia pensato, che l'implacabilità del despota non avesse così ignobile causa. Egli dava la legge: e chi vi mancava era inesorabilmente punito dalla sua mano piena di tanto destino!
      Di tutti gli altri che l'amarono tutti le restarono fedeli e devoti fino alla morte. Quale fu dunque il suo segreto? Certo la sua grande dolcezza nel sanare le ferite che involontariamente apriva (nulla è tanto terribilmente forte quanto la dolcezza!) e la sicura fede di ognuno ch'ella fosse veramente pura e trasparente come il ghiaccio, ch'ella fosse veramente come la shakespeariana vergine «limpida e sonora», debbono essere state efficaci ausilii alle sue vittorie sul cuore altrui.
      Fu ella donna d'intelletto? Io lo credo, chè me ne affida il suo continuo volgersi in alto per collocare le sue affezioni, e il gradimento che provarono del commercio spirituale con lei, anche nella sua vecchiaia, uomini di grande intelligenza. Anche la sua modestia è una prova del sano equilibrio della sua mente.
      Ella dubitò sempre di sè medesima: e la sicurezza su noi stessi, quando non sia del genio, è degli sciocchi.


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Femminismo Storico
di Sfinge
Editore La Poligrafica Milano
1901 pagine 117

   





Giulia Récamier Napoleone Bonaparte