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      E non vi pare il più sottile studio di psicologia amorosa che si conosca?
      Ma guardiamo prima un poco da viva, Laura de Noves, baronessa de Sade, la bionda, la bella, la biancorosata signora, a traverso il divino specchio del Canzoniere: un monumento patrio glorioso che dobbiamo a lei.
     
      ***
     
      Noi siamo usi a guardare Laura come un essere passivo, come una figura di bellezza e di luce che si lascia adorare dal Poeta, e ne è la ispirazione inconsapevole, la stella immobile e lontana: ed io voglio ora studiare più da vicino, e farlo gustare a chi non lo avesse fatto ancora, il leggiadro autonomo atteggiarsi di lei di cui dobbiamo lodare assai più che la bellezza, la salda virtù: perchè a questa appunto noi dobbiamo il Canzoniere. Più docile, il Poeta ne avrebbe avuto forse maggiore gioia; ma l'avrebbe meno profondamente amata, ed è da porre in dubbio s'egli l'avesse così lungamente cantata.
      Laura fu donna virtuosa: ma il suo cuore gentile e delicatamente femmineo non restò insensibile alle pene del suo illustre amatore: e con grazia tutta donnesca, ora si compiacque della fiamma suscitata in quel gran cuore, ora, paurosa che la fiamma avvampasse troppo, cercò gettare un poco d'acqua benefica su l'incendio.
      Laura de Sade era una delle più belle, forse la più bella donna di Avignone, quando Messer Francesco la conobbe, in non si sa quale elegante ritrovo. La piccola città che siede su le rive del Rodano aveva allora dallo scisma, l'onore di accogliere tra i suoi bastioni il Papa e la magnifica corte pontificia: e contava tra i suoi abitanti illustri fuorusciti italiani.


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Femminismo Storico
di Sfinge
Editore La Poligrafica Milano
1901 pagine 117

   





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