Pagina (72/117)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      .., che compromettono, fino allo spasimo, il contegno di chi li ascolta! Ella ha una voglia matta di ridere, sente di rappresentare una «parte», disprezza in cuor suo quel cerimoniale.... ch'è pure così necessario, sorta di rito di una religione: e non s'accorge, la deliziosa incosciente che quel suo sorriso schernitore contribuisce, in qualche modo, alla grande opera di fatale demolizione.... Ma non funestiamoci ancora.
     
      ***
     
      Mi piace di sorprenderla una volta nel suo salotto particolare, il celebre «Cabinet de la Reine». È quello il solo rifugio della sua intimità, il piccolo paradiso di colei che questa amò sopra tutte le cose, e che invidiava la sorte delle sue amiche (ella sentì l'amicizia come poche donne al mondo e come forse nessuna Regina!) solo perchè non avevano da sopportare il tedio enorme del trono!
      Il salottino squisito, ch'ella medesima ha fatto arredare, è tutto bianco a lievi ornamenti d'oro. Una folla di poltrone di tutte le forme lo popola, dandovi una «fisonomia» di dolce famigliarità; tra tutte, la «bergère» profonda che accoglie per lunghe ore la bella persona serpentina della padrona di casa. Lì ella è solamente una padrona di casa, una dolce e gaia signora. Ecco la sua arpa, ch'ella tocca con tanta grazia, ecco la grande cesta contenente le tappezzerie che occupano instancabilmente le sue belle mani così sapienti nell'opera dell'ago; ed ecco, nel posto d'onore, il pianoforte, al quale siede un vecchietto che tutti trattano come un nume: è il maestro ed il protetto insieme di Maria Antonietta: è Cristoforo Vilibaldo Gluck.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Femminismo Storico
di Sfinge
Editore La Poligrafica Milano
1901 pagine 117

   





Reine Regina Maria Antonietta Cristoforo Vilibaldo Gluck