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      Altronde all'utile dominio veniva pure annessa l'ubbidienza di moltissimi vassalli, talchè il papa, che già da gran tempo veniva risguardato come il primo cittadino di Roma, diventò pure il primo e più potente barone(149).
      Le dignità che danno potere e ricchezze diventano l'oggetto dei desiderj degli ambiziosi, e ben tosto loro preda. Dopo le prime donazioni di Pipino si videro aspirare alla cattedra dì s. Pietro persone affatto diverse da quegli austeri sacerdoti che l'avevano fino a quei tempi occupata, e gli annali della Chiesa incominciarono a macchiarsi dei delitti del capo dei Cristiani. Due fratelli Stefano II, e Paolo I, ch'ebbero successivamente il papato dal 762 al 766, vengono accusati dagli storici della chiesa di Ravenna d'ingiustizia, di rapina, di crudeltà(150). Dopo la morte di Paolo, un antipapa s'impadronì colle armi della sede pontificia; il legittimo papa Stefano III ebbe parte all'assassinio di alcuni de' principali dignitarj della sua chiesa(151); e tutto il clero adottò le abitudini ed i feroci costumi dei gentiluomini del suo secolo.
      Ne' tempi della barbarie, mentre l'ignoranza rende la fede più costante, le passioni indomabili e feroci distruggono affatto la morale. Le stragi, i tradimenti, gli spergiuri sono avvenimenti comuni nella storia di quegli uomini cui il nono ed il decimo secolo accordarono il nome di Grande, Ma dopo così enormi delitti, una magnifica penitenza attestava la religione ed il pentimento del colpevole. L'ambizione del clero mostrò ai grandi delinquenti una ignota strada per espiare i loro delitti, e far dimenticare i loro furori; e questa fu quella delle donazioni alla chiesa per la salvezza dell'anima del donatore(152). Pipino e Carlo Magno avevano con somiglianti liberalità gittati i fondamenti della potenza papale: comecchè essi non avessero soltanto arricchita la santa sede, ma ancora l'arcivescovo di Ravenna in maniera di poter gareggiare col papa, e poco meno anche l'arcivescovo di Milano, e molti monasteri.


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Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo I
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1817 pagine 281

   





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