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      Tanto è vero che ne' piccoli stati in cui il sentimento della patria ha tutto il suo vigore, l'amore della libertà è un'arma vittoriosa contro il despotismo.
      Una repubblica federativa in Lombardia non poteva trionfare di Federico Barbarossa che nel modo medesimo con cui trionfò la società lombarda; ma la prima dopo il suo trionfo avrebbe saputo meglio preservarsi dalle fazioni, dalle guerre senz'oggetto, dalla corruzione, o dalla tirannia: con una costituzione federativa l'Italia sarebbesi mantenuta libera, e le sue porte non sarebbero rimaste sempre aperte ai conquistatori che si fan giuoco della felicità de' popoli.
      Ma il concepimento d'una costituzione federativa è una delle più elevate ed astratte idee che possa produrre lo studio delle combinazioni politiche. Non è quindi maraviglia che uomini appena civilizzati non abbiano potuto afferrarla; che uomini che abborrivano il legame sociale cui erano stati subordinati, uomini che confondevano l'idea della loro salvezza con quella dell'indipendenza della propria città, non volessero ad alcun patto limitare questa indipendenza e rigettassero il pensiero di subordinare alle decisioni di un congresso straniero la pace, la guerra, le imposte, le spese, nel tempo stesso che ricuperavano appunto il diritto di regolare da se medesimi tutti questi oggetti. Dobbiamo compiangerli che non abbiano saputo approfittare più vantaggiosamente della loro situazione, ma dobbiamo ancora scusarli se non seppero innalzarsi a quelle idee che sfuggono talvolta alle meditazioni de' popoli assai più illuminati.


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Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo II
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1819 pagine 316

   





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