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      I cittadini d'Ancona scelsero tre gentiluomini, i quali montati sopra una barca con quanto danaro poteron raccogliere, furono abbastanza avveduti o fortunati per uscir dal porto bloccato dalla flotta veneziana.
      Intanto la fame non era omai più sopportabile; e consumati tutti i cibi salubri gli si sostituivano carni infette, cuoi, erbe selvatiche, ortiche di mare che strappavansi sotto agli scogli benchè si credessero velenose. Erano gli Anconitani in così misero stato ridotti che appena potevan reggersi in piedi e portar le armi, e soltanto quando erano chiamati dal martellar della campana, l'amor di patria e di libertà rendeva loro lo smarrito vigore, e lanciavansi tra i nemici con tanta forza ed ardire, che questi ne rimanevano sorpresi ed avviliti. Una gentildonna giovane e bella, recandosi con un fanciullo in braccio ch'ella allattava, presso a porta Balista, vide uno de' soldati di guardia giacente in terra, al quale chiedendo la nobil donna perchè rimanesse inattivo, risposele trovarsi in modo consumato dalla fame, che non credeva poter vivere più d'un'ora. «Sono già quindici giorni, soggiunse l'altra, che io non mangio che cuojo bollito, ed il latte incomincia a scemarsi; pure alzati, e se il mio seno ne contiene ancora, avvicina le tue labbra e ristorati per difendere la patria.» Il soldato scosso da queste parole alzò il capo e vergognandosi della generosa offerta della conosciuta gentildonna, presa la rotella e la spada si lanciò con tanto furore tra gli assedianti, che ne uccise quattro avanti di cadere sotto i loro colpi216.


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Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo II
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1819 pagine 316

   





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