Pagina (26/326)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Così imponente processione attraversò Roma in tutta la sua lunghezza38, sedando dovunque recavasi i movimenti de' Ghibellini, e riscaldando l'entusiasmo del popolo. Intanto i frati di san Domenico e di san Francesco spargevansi in tutte le chiese e predicavano la crociata contro Federico, pubblicando le stesse indulgenze che prima non erano accordate che ai crociati di Terra santa. I preti, ottenutane la dispensa dal papa, si crociarono e presero le armi prima degli altri, ed in un sol giorno Gregorio adunò sotto i suoi ordini un'armata abbastanza formidabile per non aver più timore di tutta la potenza di Federico. Questi, perduta ogni speranza di occupar Roma, si ritirò nella Puglia; ma adontato in modo nel vedere inalberata la croce contro di lui, che condannò alla morte tutti coloro che avevano indosso questo segno di odio contro la sua persona, o di ubbidienza alla Chiesa.
      I nemici di Federico non predicavano la crociata per la sola difesa di Roma. In Lombardia un'armata guelfa e crociata, condotta da un legato, assediò Ferrara, ov'erasi chiuso Salinguerra, capo in questa città del partito ghibellino. Questo vecchio ottuagenario che aveva lungo tempo difesa la sua patria, venne imprigionato a tradimento in una conferenza, e mandato a Venezia, ove morì cinque anni dopo in carcere39. La città di Ferrara che da molti anni sacrificava la sua libertà allo spirito di partito, dopo aver ubbidito al capo dei Ghibellini Salinguerra, più come a principe che come a cittadino, accordò lo stesso potere al marchese d'Este capo della parte guelfa.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo III
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1817 pagine 326

   





Roma Ghibellini Domenico Francesco Federico Terra Gregorio Federico Roma Puglia Chiesa Federico Roma Lombardia Ferrara Salinguerra Venezia Ferrara Ghibellini Salinguerra Este