Pagina (191/298)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Era l'Italia più tosto agitata che infelice; e lo sforzo energico e costante di tutti i cittadini rialzava la fortuna nazionale abbattuta da ogni pubblica calamità: la piccolezza degli stati favoreggiava la fuga de' proscritti, cui prestava facile asilo la gelosia de' sovrani, e conforto nel loro esilio la speranza di non lontana vendetta. Quell'attività di spirito, quella energia di carattere, quella fermezza di volontà, di cui i moderni tempi non ci offrono verun esempio, erano per l'intera popolazione il risultato d'una vita agitata. L'uomo non può giungere alla grandezza, cui fu destinato dalla divinità, finchè ogni individuo non si risguarda come un essere indipendente, e come una potenza isolata rimpetto agli altri. Guasto è l'ordine sociale e degradata l'umana natura, quando ogni uomo cessa d'essere lo scopo della sua propria esistenza, e non è che un mezzo impiegato dal sovrano per soddisfare alla propria ambizione.
      Passioni più violente361 di quelle della presente età strascinavano gli uomini nei pubblici affari: ma al potere politico non andava congiunta molta celebrità; e nell'agitamento d'una vita tanto attiva, più che la vanità, era soddisfatta l'ambizione. Il magistrato d'una repubblica, il ministro d'un principe appena potevano sperare di rendersi noti a tutta l'Italia; e un nome che fosse noto a tutta Europa, non poteva acquistarsi che colla superiorità dell'ingegno. La considerazione era la ricompensa accordata ad una vita consacrata al ben pubblico; la gloria si acquistava soltanto colle lettere; e questa divisione riusciva egualmente utile all'amministrazione ed alla scienza.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo V
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1817 pagine 298

   





Italia Italia Europa