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      Aveva richiesto da tutti i baroni suoi feudatarj, e dagli ufficiali della corona, che prestassero il giuramento di fedeltà a Giovanna; ed aveva nel suo testamento ordinato che si dilazionasse la coronazione d'Andrea fino all'epoca in cui questo principe toccherebbe i ventidue anni462.
      In questa corte, la più colta ad un tempo e la più corrotta d'Europa, il principe ungaro aveva conservata la natía rozzezza. Orgoglioso ed iracondo dava il nome di ribellione alla più leggiera resistenza, e di oltraggio al sorriso o al silenzio de' cortigiani della regina. Disprezzava i costumi e gli usi de' Napoletani, e non pertanto credevasi continuamente oggetto delle loro derisioni; sdegnavasi di non avere che il titolo di duca di Calabria, di non essere re che per i cortigiani, e di non potere pretendere da tutti ubbidienza463. Fu spesso udito minacciare la regina, i principi464 del sangue, ed i principali baroni del regno, aspettando ogni giorno una bolla pontificia che acconsentisse alla sua coronazione, onde sullo stesso stendardo reale destinato a tale cerimonia aveva fatto dipingere al di sopra de' suoi stemmi due stromenti di supplicio, la mannaja e la scure, quasi per annunciare che dall'istante in cui regnerebbe, farebbe giustizia de' suoi nemici, ai quali volle anticipatamente mostrare questa bandiera465.
      Andrea aveva sospetta la regina di tenere colpevoli pratiche con Luigi di Taranto, suo cugino; e la pubblica opinione accreditava tali sospetti, accusando inoltre la regina d'altri secondari amori.


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Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo V
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1817 pagine 298

   





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