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      Questo primo schizzo di costituzione provvedeva alla pubblica sicurezza, piuttosto che alla libertà dei diversi ordini dello stato. Si stabiliva per ogni quartiere della città una guardia di venticinque cavalli e di cento pedoni; alcuni vascelli guardacoste venivano destinati lungo le rive del Tevere per proteggere il commercio, i nobili erano privati del diritto di tenere fortezze, ed il popolo doveva avere la guardia dei ponti, delle porte e di tutti i luoghi fortificati. In ogni quartiere della città si dovevano stabilire pubblici granaj; guarentire i sussidj di carità ai poveri; ed i magistrati dovevano dare sollecito corso alle procedure ad al castigo dei delitti495. Queste leggi vennero accolte con entusiasmo dal popolo adunato, che autorizzò Cola a dar loro esecuzione, investendolo a tale effetto del suo sovrano potere.
      Il vecchio Stefano Colonna, avuto avviso in Corneto de' movimenti del popolo, rivolò a Roma coi suoi gentiluomini. Questo signore era ad un tempo il più potente de' Romani baroni, ed il più amato dal papa. All'indomani del di lui arrivo, Cola gli ordinò di uscire dalla città; e quando seppe che il Colonna aveva con disprezzo lacerato il suo ordine, fece suonare la campana d'allarme del Campidoglio; onde tutto il popolo fu in armi, e Colonna ebbe appena il tempo di fuggire con un servitore verso Palestrina. Gli altri baroni romani ebbero tutti ordine d'abbandonare la città, ed ubbidirono. Allora tutti i luoghi fortificati della città, le porte, i ponti ec. furono dati in custodia alle compagnie della milizia.


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Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo V
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1817 pagine 298

   





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