Pagina (93/301)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Le coste della Barbaria non erano in allora deserte come lo sono al presente; la marina de' Cristiani rendeva sicura la navigazione del mediterraneo, e gli Affricani non trascuravano il commercio e l'agricoltura per darsi alla pirateria ed al ladroneccio. Filippo Doria, dopo aver fatto preparare a Trapani scale murali e macchine da guerra, entrò nella rada di Tripoli, una delle più ricche e commercianti città di quella costa. Sotto pretesto di comperare vittovaglie, fece sbarcare alcuni marinaj, ordinando ai medesimi di osservare l'altezza delle mura, e d'informarsi del modo con cui vi si faceva la guardia. Frattanto ricusò i doni mandatigli dal signore di Tripoli, e fece spiegare le vele, come se tornasse in Italia193.
      L'ammiraglio, quando fu in alto mare, partecipò ai comandanti delle sue galere ed alla loro ciurma il proprio progetto. Promise di farli tutti ricchi se volevano comportarsi da bravi soldati, e nel cuore della notte tornò colla flotta nel porto di Tripoli. La città riposava in piena sicurezza, ed i Genovesi erano già padroni delle mura e di una porta, prima che i cittadini fossero risvegliati per dar di piglio alle armi. Per altro il signore di Tripoli, circondato da pochi suoi sudditi, si avanzò nelle strade per combattere; ma dopo breve zuffa fu costretto ad uscire di città. I Saraceni, che s'andavano tuttavia difendendo, furono uccisi, e gli altri si sottomisero tremando alla sorte che gli aspettava194.
      I Genovesi diedero dopo ciò cominciamento al saccheggio della città, ma sotto la direzione de' loro capi, e con una regolarità che rendeva agli Affricani quest'infortunio ancora più terribile.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Storia delle repubbliche Italiane dei secoli di mezzo
Tomo VI
di Jean-Charles-Léonard Simonde de Sismondi
1818 pagine 301

   





Barbaria Cristiani Affricani Doria Trapani Tripoli Tripoli Italia Tripoli Genovesi Tripoli Saraceni Genovesi Affricani