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      Io dò tanto; tu dai tanto. È pulito. Porca è la società che per pulizia ha chiamato ciò... amore. (I puntini non sono miei: ma della società. Io non adopero puntini.)
      Dal caffè dove bevvi petess la sera della calata, sbocca una comitiva di ominacci con barba, vestiti da donna; donne spanciate e altro negrume, urlando, saltando con fanaletti e bastoni. Mi tiro da parte. Sono contento di avere a casa un letto bianco, pulito, senza cimici.
      Ma una donna, una femmina, per me, per avvoltolarsi insieme nel letto, per farla urlare di strette e morsi! Questo letto è troppo grande. Troppo soffice. È meglio dormire con una coperta per terra.
     
     
      Andai a vedere al Credit se mi prendevano impiegato. Appena montai la larga scalinata, piena di stucchi e d'indicibili lampadari, il silenzio del lavoro mi fece poggiare i piedi zitto, come se disturbassi, alla fonte, la pulsazione di un mondo misterioso.
      Mi dissero ch'era impossibile perché avevo fatto il ginnasio e non l'accademia di commercio, e poi non sapevo bene il tedesco.
      Appena uscito, vedendo il bel verde chiaro degli orti sotto il Castello, mi tornarono a mente le fantasie puerili salgariane. Belle cavalcate d'avventurieri ch'incontro ad ogni svoltata della mia vita, e mi danno il buon saluto augurale inebbriandomi gli occhi con il luccichio delle carabine strofinate e pronte. Strofinate sul tavolo, la candela un poco piú in là: e il respiro della mamma dormente è tanto lungo che la mano strofinante con foga, su e giú, si rallenta, e s'accorda al respiro lungo, mentre l'anima comincia a pensare alle difficoltà, e si riempie di dubbio, come di acqua i fori della tenda appena tolta, Cominciando la piova.


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Il mio Carso
di Scipio Slataper
pagine 103

   





Credit Castello Cominciando