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      Ho aspettato io tanto tempo (12 anni); può aspettar lei un paio di settimane (Applausi universali, direbbe Mancini ). - Così finì la cosa il primo giorno.
      Nel secondo, lo stesso professore. Io avevo detto, che ne' filosofi del Risorgimento le nuove determinazioni, che negavano le determinazioni scolastiche, si vedevano sparse, confuse, - e parevano, per dirla così, tanti ceci che bollono in una caldaia. Era un modo di dire. E il professore giobertiano: Voi avete detto, che gli Scolastici sono ceci. - No; se l'ho detto, l'ho detto de' filosofi del Risorgimento. - Ma no; gli Scolastici non sono ceci; piuttosto sono quelli del Risorgimento. - E sia: dunque avremo due caldaie di ceci. È contento? - Ma voi volete distruggere la Scolastica. - Io non distruggo niente; è la storia che si è incaricata da un pezzo di questa faccenda. Se la pigli con essa. Se lei vuole risuscitarla, la Scolastica, è padrone: ci si provi. - Ma voi dite che la natura e lo spirito sono momenti di Dio, ecc. Dunque la natura è Dio, lo spirito è Dio, e io sono Dio. - Mi dispiace di doverla togliere da questa beata illusione. Io dico momenti; o ciò significa, ecc.
      Questo ci è stato, e niente altro. Qualcuno, del sèguito del giobertiano, volle osservare che bisognava rispondere; ma non ebbe il tempo di finire, perchè i giovani, che ne sapevano più di me, - che s'erano accorti d'una specie di piccolo complotto per far chiasso in iscuola e perturbar l'ordine pubblico, - i giovani erano per dargli addosso. Capii che la cosa sarebbe finita male, e che quel qualcuno avrebbe forse conseguito il suo intento.


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La filosofia italiana nelle sue relazioni con la filosofia europea
di Bertrando Spaventa
Editore Laterza Bari
1908 pagine 286

   





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