Pagina (270/444)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      — Le chieggo questo permesso che non può offrirmi.
      — Accordato! — disse Cellani ridendo. — Non so bene di che si tratti, ma pare importi sommamente alla signorina Francesca e un pochino anche alla signorina Annetta che mi pregò di permetterle di partire immediatamente. Sono sicuro che non abuserà di tale permesso e che la rivedrò di qui a quindici giorni. — Lo pregò di avvertire Sanneo e di mettersi d'accordo con lui per il lavoro; era forse anche necessario che per quel giorno lavorasse più a lungo del solito. — Infine se il signor Maller le chiedesse la ragione per cui domandò questo permesso, gli dica qualche motivo buono che non ammetta obbiezioni. Dica per esempio ch'è fortemente ammalata sua madre; del male con ciò non le farà. — Poi lo congedò affettuosamente.
      — Si diverta e a rivederci.
      Sanneo era ancora tutto al suo lavoro, chino su un foglio di carta che riempiva con la sua grossa scrittura mormorando le parole che scriveva. Alfonso entrò e attese rispettosamente.
      — Dica pure! — disse costui senza alzare il capo.
      Alfonso cominciò a parlare dicendo senza rimorsi che sua madre era ammalata e che il signor Cellani aveva voluto accordargli un permesso di quindici giorni. S'accorse che Sanneo continuava a scrivere e a mormorare con accanimento quello che scriveva; doveva essere una polemica e nel suo ardore, — qualche ira per conto della banca Maller e C., — non doveva avere udito nulla di quanto gli era stato detto. Alfonso s'impazientò e con voce mutata concluse:
      — Parto domani.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Una vita
di Italo Svevo
pagine 444

   





Cellani Francesca Annetta Sanneo Maller Cellani Sanneo Maller