Pagina (407/444)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      È giusto che la povera vecchia non sia in pena.
      Pareva che se ne andasse per ritornare immediatamente e invece non lo si vide più.
      Gralli rise di gusto:
      — Venne qui con propositi terribili e in mezz'ora l'ho ridotto come ha veduto, perché sono già due ore che siamo ridivenuti i buoni antichi amici.
      — E come si sono accordati? — chiese Alfonso turbato di vedersi trattato da complice, e incapace però di usare modi bruschi.
      — Sposarla non posso! — disse Gralli con tranquillità, — ma però è lontana da me l'idea di abbandonarla; finché potrò l'aiuterò. Ritengo che la famiglia si adatterà e le permetterà di venir a vivere con me. Anche il mio capo ha una donna così e non vuole neppur lui legarsi per tutta la vita! È affare troppo serio. E poi perché sposarsi?
      Anche a lui il vino doveva essere salito alla testa per quanto l'effetto non ne fosse così rumoroso come in Gustavo.
      — Ma lei l'ha sedotta! — osservò Alfonso già molto timido.
      — Sedotta? Mai! Non sono mica un bellimbusto io! Ci lasciavano sempre soli! Io non pensavo ad altro ed ella ci pensava sempre... Naturale mi sembra!
      — Ma perché non la vuole sposare? — gli domandò Alfonso già disperando di poter riuscire vincitore di tanta logica e sperando di portare la questione su altro terreno.
      — Mancano questi! — rispose Gralli movendo l'indice e il pollice della destra sollevata come se contasse denaro.
      — Non mancano del tutto! — rispose Alfonso.
      Si sarebbe sentito felice di poter sagrificare per la felicità di Lucia una piccola somma di denaro e dimostrare alla Lanucci ch'egli non era del tutto indifferente al destino di Lucia.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Una vita
di Italo Svevo
pagine 444

   





Alfonso Gralli Gustavo Alfonso Alfonso Gralli Alfonso Lucia Lanucci Lucia