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      La vita è fatta così: Prima bisogna pregare per avere le cose e poi ringhiare per conservarle.
      Gli uomini hanno l'olezzo grande e sono grandi ma vi sono degli animali piccoli dall'odore grande ed è l'odore che non inganna. Vi è la piccola cagnina Titì che ha il grande olezzo della vita e dell'amore. Due Titì poste una sull'altra non arriverebbero alla testa - se eretta - di Argo. Eppure, così piccina, essa è una cosa molto importante a questo mondo e nella vita di Argo. Il padrone che nel resto è fatto come me, non corre dietro a Titì ed io lo lascio accanto a lei senza paura. Il suo odore me lo dice e non c'è più dubbio: L'odore non mente. Guai se non fosse così e al padrone importasse di Titì: Non sarebbe più il padrone, ma un oggetto da sbranare. Guai!
      IIUn giorno sentii nell'aria l'odore di preda. L'odore non dice tutto della preda ma quando Argo l'ha sentito corre dal desiderio od ulula di paura. Non ha bisogno di vedere l'animale per prepararsi alla lotta o al godimento. È subito pronto. E quel giorno corsi spinto dal desiderio. Anna gridò che mi fermassi ma io non conosco dubbi quando la preda mi chiama se non c'è il padrone che mi trattenga.
      Curiosa preda quella! Consegnava il suo odore solo al vento. Di solito tutte le stupide cose ne sono piene perché la bestia passando lascia dei segni dappertutto. Trema, palpita l'odore sui fili d'erba ed esala dalla terra nuda. Il padrone, quando c'è, incita, ma io so meglio di lui che traballa su due gambe sole mentre io ne ho tre.


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I racconti
di Italo Svevo
pagine 387

   





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