Pagina (29/497)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      Contrasti dei caratteri!
      Terribile e inflessibile coi soldati, sia nelle lunghe marce, mentre noi con la mamma e le altre mogli degli ufficiali eravamo ne' carri dell'ambulanza; sia negli accampamenti, l'ho più volte veduto co' miei propri occhi - dico - dare piattonate a quei poveri giovanotti non ancora abituati alla vita faticosissima del militare, specie in quei tempi in cui non esistevano ferrovie.
      Veniva dalla bassa forza; era stato ne' dragoni del granduca Leopoldo a Firenze, e ricordo d'aver veduto un vecchio e sbiadito daguerratipo (cosa rarissima a que' tempi) che bisognava girare e rigirare fra le dita per trovargli il punto di luce, col suo bel viso di giovanotto forte e ardito, come purtroppo fu sempre, con tanto di cimiero su un ginocchio e un'enorme coda di cavallo spiovente a terra.
      Quando nacqui, mio padre era già soldato di re Vittorio, e aveva fatte come ho già detto le campagne del '48 e del '49; era stato a Curtatone e Montanara, e portava, con grande orgoglio le spalline di sottotenente e la sua brava medaglia d'ottone del '48 con una fascetta bianca, rossa e verde.
      Dopo la guerra del '48, stanco e bisognoso, mio padre se ne venne dalla Lombardia, in congedo, come si diceva allora; e si messe a giovin di studio, prima a Livorno dal celebre F. D. Guerrazzi, poi dall'avv. Luigi Paladini, che da Livorno volle ritirarsi in solitudine a Lucca. (Strano tipo quest'avvocato Paladini che non usciva mai, nè mai uscì di casa per vent'anni, e solo, in carrozza, andava ad infilarsi la toga al Tribunale).


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La vita di Giulio Pane
di Giulio Tanini
Tipogr. Waser Genova
1922 pagine 497

   





Leopoldo Firenze Vittorio Curtatone Montanara Lombardia Livorno Guerrazzi Paladini Livorno Lucca Strano Paladini Tribunale