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      Però l'uomo può il più delle volte, parer di variar il corso degli eventi suoi; e uno può chiamarsi Carnegie o Garibaldi; ma se voi andaste a scrutare e a ricercare le origini di quegli avvenimenti che ne hanno imperlato l'esistenza, vi troverete di certo un anello che tutti gli altri strettamente e invisibilmente saldò. Se i primi anelli però furono buoni, solidi, ben temprati; la catena, crediatemi pure, durerà, a qualunque cimento.
     
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      Viareggio! chi non conosce Viareggio, la delizia de' ragazzi e della gente posata? Dove c'è, al mondo, un posticino più bello e più caro che parli tanto bene alla memoria de' giovani, che ci sono andati anche una sol volta, la domenica e ne sono ripartiti con lo struggimento di ritornare a passarci magari dieci giorni soli, o magari tutta la vita?
      A tempo mio, Viareggio era ancor più delizioso e bello di quello che è ora con tutti i suoi grandi abbellimenti introdotti in sessantanni: Viareggio, allora, era un borgo mezzo selvatico, con pochissime case, tutte basse e d'un piano, come si vedono nelle città americane, al Messico, nel Chilì, nel Perù e nell'Uruguay. Anzi si può dire, che chi è stato in que' lontani paesi, e un sud-americano, che ci venga a passare la stagione de' bagni, può farsi l'illusione, d'essere a casa sua.
      Il mare lambiva addirittura le prime case e le palazzine; bastava far quattro passi fuor dell'uscio, per mettere i piedi nell'acqua, sur una renina fine fine e bianca bianca che pareva fatta apposta per intrufolarcisi dentro.


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La vita di Giulio Pane
di Giulio Tanini
Tipogr. Waser Genova
1922 pagine 497

   





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