Pagina (56/168)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      A coronare poi tutta questa litania di vizii aggiungasi la dissolutezza dei costumi, per la quale la sua casa pareva piuttosto il serraglio d'un sultano che l'abitazione d'un principe cattolico. Il qual vizio, che è attaccaticcio più della pece, figuratevi se non doveva pigliar piede nella corte, e far proseliti tra i cagnotti del Duca. Anzi, come avviene sempre in tali occasioni, i servi erano più ghiotti e più prepotenti del padrone stesso, il quale, al dire del nostro cronista, non mai o solo in certi casi adoperava la violenza. Quali poi fossero questi casi, in cui riputasse lecito il sopruso e la forza, il cronista non dice, e noi lasciamo indovinare ai lettori.
      All'epoca del nostro racconto, Barnabò aveva di fresco lasciato il suo castello di Marignano, ov'era stato rintanato tutto il tempo della peste, e da pochi dì trovavasi a Milano, bramoso di star presente alla mostra che doveva cadere imminente. Erano già dei mesi assai che egli non vedeva il suo palazzo e perciò era fatto privo dello spettacolo de' suoi cani; ond'è che gli era nata in corpo una tenerezza, una smania non mai provata per lo addietro. Perchè, quantunque nel suo ritiro fosse uscito qualche volta a battere il bosco, non troppo lontano però dal castello, tuttavia non aveva potuto mai dare sfogo a quella sua immensa passione, e gli era toccato contentarsi di quelle scorrerie da nulla e della compagnia di pochi alani che teneva sempre seco. Egli era nel caso di un convalescente, il quale divorato dalla fame, è costretto per un pajo di mesi a trangugiare brodi e zuppe, se mai giunge a disfarsi del medico e a sentirsi padrone di sè, abbandonasi ad una tal corpacciata da saziare un uomo per una settimana.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

La cà dei cani. Cronaca milanese del secolo 14.
cavata da un manoscritto di un canattiere di Barnabo Visconti
di Carlo Tenca
Editore Borroni e Scotti Milano
1854 pagine 168

   





Duca Barnabò Marignano Milano