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      Il primo a sciogliersi da quell'impulso fu il padre Teodoro, il quale inginocchiatosi davanti al compagno, gli disse: - Padre Andrea, perdonatemi, e datemi la vostra benedizione.
      Padre Andrea, a cui quell'atto aveva destato nell'animo una commozione straordinaria non potè trattenere una lagrima, e disse con voce interrotta dai singhiozzi:
      - Che Iddio vi ricompensi e vi benedica. In nome del Padre, del Figliuolo e dello Spirito santo.
      Poscia rilevatolo, e inginocchiatosi alla sua volta, piegò le mani sul petto aspettando la benedizione. Al che il padre Teodoro distese le mani sul capo di lui, e accennando in pari tempo alla moltitudine circostante, gridò con voce chiara e forte:
      - Che il Signore benedica te, suo servo, e questo popolo gemente nella servitù, e i tristi che lo opprimono, e anche questi che ci conducono a morire senza sapere che cosa si facciano. Possa il nostro sangue fecondare questa terra isterilita, e produr frutti di amore e di pace.
      - Amen, rispose padre Andrea nell'alzarsi.
      - Ora andiamo, disse padre Teodoro, e nell'avviarsi intuonò con voce alta: Miserere mei Deus secundum magnam misericordiam tuam.
      - Et secundum moltitudinem miserationum tuam dele iniquitatem meam, rispose padre Andrea, il quale aveva trovato un insolito coraggio e sorrideva nella speranza del premio celeste.
      I pochi mascalzoni accorsi eransi accalcati all'ingiro della spianata, tenuti in freno dagli alabardieri, i quali di tanto in tanto davano loro sui piedi e sulle mani coll'asta dell'alabarda e ridevano accennandosi tra loro.


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La cà dei cani. Cronaca milanese del secolo 14.
cavata da un manoscritto di un canattiere di Barnabo Visconti
di Carlo Tenca
Editore Borroni e Scotti Milano
1854 pagine 168

   





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