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      Il conte di Neiperg, già troppo noto come uno dei più infami istigatori degli eccessi del 3 gennajo, suggellava la propria ignominia in questa giornata. Attraversando con una forte pattuglia la piazza Castello, e giunto a san Protaso al Foro, si fece incontro al signor Prina, persona da lui conosciutissima, e con giudaica ipocrisia abbracciandolo lo invitava a recarsi al castello per intavolare trattative di pace. Il Prina non volle peṛ seguirlo e si ritiṛ in sua casa. - Lo stesso signor Prina mostṛ al Governo provvisorio una grossissima medaglia di piombo recante l'immagine di Pio IX, che quegli assassini scagliarono contro alla sua casa insieme alla mitraglia. - Peṛ delle 60 persone che ivi trovavansi ricoverate nessuna venne offesa(29).
      Appena giunse a Torino la prima notizia(30) dei gloriosi avvenimenti di questo giorno, alcuni egregi nostri patriotti che si trovavano colà, si affrettarono di invocare da S. M. il Re di Sardegna quegli aiuti che avevamo diritto d'aspettarci e per la nostra qualità di Italiani fratelli da altri Italiani, e per la eroica temerità della nostra impresa contro il nemico comune d'Italia, e per le notorie simpatie in ogni occasione manifestata colà in nostro favore dai gloriosi popoli Liguri e Subalpini. A queste preghiere dei patriotti Milanesi fu risposto che sarebbe stato impossibile al governo di S. M. di prendere l'iniziativa di un sussidio militare in Lombardia, a meno che non pervenisse a S. M. una diretta domanda da parte del popolo di Milano.


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Cronaca della rivoluzione di Milano
di Leone Tettoni
Editore Wilmant Milano
1848 pagine 255

   





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