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      La letizia è sul loro volto come nel loro cuore. Esse pure odiano i Tedeschi, e si adoperano per distruggerne la razza. Le donne del popolo avvilite e piangenti, pregano Iddio per la redenzione d'Italia, per la salvezza dei loro mariti, dei loro fratelli! La santa e volontaria incumbenza di esser utile alla patria colla fabbricazione delle cartucce e colle somministrazioni di bende, filacce, ec., viene tutt'ora esercitata da uno scelto numero di gentili signore.
      La ferocia austriaca (come più tardi siamo stati edotti dalla corrispondenza trovata presso la scaduta Direzione Generale della Polizia) ci avea preparato un bel regalo per questo giorno. Cinquecento cittadini milanesi d'intemerata vita e di alti natali, oltre quelli delle provincie, dovevano essere arrestati, e chi sa qual sorte sarebbe loro toccata, se non quella espressa nelle due infami lettere del giovine arciduca Raineri al suo fratello Ernesto(35)! Due cannoni celati fuor di porta Romana, dovevano mitragliare l'inerme popolazione che si sarebbe trovata al corso Pio(36). Ma gli accidenti di jeri avevano messo tutti gli attori fuori di scena, e di ben altro spettacolo eravamo noi attenti ammiratori, il quale ci lasciava fra le angosce e le speranze a desiderarne lo scioglimento.
      Tanti di fatto sono gli accidenti di questo giorno, che con diverso aspetto si presentano or favorevole, or contrario a' nostri; tanti gli attacchi col nemico ed in tutte le parti della città, che difficilmente riesce allo scrittore di narrarli con quell'ordine e quella chiarezza che l'argomento esigerebbe.


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Cronaca della rivoluzione di Milano
di Leone Tettoni
Editore Wilmant Milano
1848 pagine 255

   





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