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      Narra l'autore delle lettere Infamie e crudeltà degli Austriaci, che sulla piazza del Duomo un giovinetto, che all'abito bianchiccio sembrava o un fornajo od un garzon da cucina, ebbe la valentia di stendere con quattro colpi quattro cannonieri. A S. Vittore, in una casa nel Borgo delle Oche, essendosi nascosti cinque inermi cittadini, sorpresi da una grossa pattuglia dei Raisingher, furono prima percossi coi moschetti, quindi mutilati, ed infine barbaramente trucidati. Questo atroce assassinio succedeva verso le ore 2 pomeridiane.
      Narrano tutti d'accordo gli scrittori di questa gloriosa rivoluzione, ed io pure lo sentiva narrare il giorno dopo che successe questo fatto da un popolano, che dopo di aver uccisi e feriti molti del reggimento Kaiser, gli fu portato via il dito annulare della sinistra, e che egli fattosi fasciare strettamente la ferita per impedire l'emorragia, continuò ancora a combattere, mostrando il suo dito ai circostanti con queste parole: Una testa di legno mi ha fatto saltar via questo povero dito; e quindi se lo riponeva in saccoccia. Peccato che non si sia potuto conoscere il nome di questo valoroso cittadino(39). Il corpo delle guardie di Finanza abbracciò questa mattina il nostro santo partito. Attaccate le coccarde sui loro berretti, sguainarono la spada e si unirono ai cittadini, distribuendo a loro le armi dei veterani inabili a combattere. - Verso sera fu veduto passare sul corso di Porta Romana il console Sardo, accompagnato da sei cittadini armati e da quattro pompieri per recarsi dal Console di Francia a concertare una energica protesta da farsi a Radetzky, contro l'assassinar del popolo che le sue truppe facevano.


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Cronaca della rivoluzione di Milano
di Leone Tettoni
Editore Wilmant Milano
1848 pagine 255

   





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