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      Ma non appena ebbero rapportato ai Consoli ed al consiglio comunale l'operato in Costanza, furono colpiti di universale biasimo; cacciati a confine e minacciati di morte, se avessero fatto trapelar cosa di quella bestiale scappata. Tuttavolta adunato il nembo da que' due sconsigliati, era a scongiurarsi, e guardarsi da Milano, che risapub del fatto di Costanza, sarebbe corsa ai loro danni con più furore. Per la qual cosa erano in grande apprensione di mali; confortandosi solo nella poca fede che prestavano a tutto il racconto di que' due.
      Ma corsi pochi dì, si volsero in certezza i loro dubbi per l'avvento del Legato Sicherio. Il quale innanzi compiere la sua ambasciata appresso Milano, si appresentò in Lodi, credendo arrivarvi come un salvatore, e trovar tutti i cittadini piagnenti colle croci in collo e gridanti soccorso. Andò fallito il Conte: imperocchè stretti a consiglio i Consoli e il Maestrato della Credenza, e mostrate loro le lettere di Federigo, che recavano ai Milanesi il regio comandamento, non che vederli trasecolati per la gioia, maravigliò del dolore che si affacciò su i volti. E rotto il silenzio un de' Consoli gli disse «Maravigliamo, o Sicherio, di quel che ci rechi: per dio, che non consigliammo, e neppur sapemmo dell'andata in Germania di Albernando ed Omobuono; non pensammo punto ad ottener queste lettere, di che ci regali. Maravigliamo del come que' due dissennati abbiano osato tastare un negozio, da cui può nascere niente meno che il subbisso di noi tutti e di ogni nostra cosa.


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Storia della Lega Lombarda
di Luigi Tosti
Tipi di Monte Cassino
1848 pagine 398

   





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