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      L’osservazione precedente ci fornisce la spiegazione anche di un altro fatto che avremo spesso occasione di constatare, che cioè in nessuna scienza come nella meccanica le considerazioni relative a ciò che lo Herz(16) chiama la Zweckmässigkeit (parola di cui non mi riesce trovare l’equivalente italiana poiché la parola opportunità non suggerisce esattamente lo stesso concetto) hanno avuto tanto peso nel determinare i più grandi progressi delle teorie e dei concetti fondamentali. È su questo campo che le battaglie più importanti e decisive che la storia della meccanica ricordi sono state combattute. Per citare qualche fatto in appoggio a questa asserzione, mi basti ricordare qual è la prima delle ragioni che Galileo enuncia, per bocca di Sagredo, nel Dialogo dei Massimi sistemi, per preferire l’opinione di Copernico a quella di Tolomeo:
      «Se per tutta l’università degli effetti che possono aver in natura dipendenza da movimenti tali, seguissero indifferentemente tutte le medesime conseguenze a capello tanto dall’una posizione come dall’altra, io, quanto alla mia prima e generale apprensione, stimerei che colui che reputasse più ragionevole il far muovere tutto l’universo per tener ferma la terra, fosse più irragionevole di quello che, sendo salito in cima della vostra cupola non per altro che per dare una vista alla città e al suo contado nativo, domandasse che se gli facesse girar intorno tutto il paese, acciò non avesse egli la fatica di volgere la testa. E ben vorrebbero essere molte e grandi le comodità che si traessero da quella posizione e non da questa, che pareggiassero nel mio concetto e superassero questo assurdo, sì che mi rendessero più credibile questa che quella»


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Scritti filosofici
di Giovanni Vailati
pagine 483

   





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