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      Ma è tempo di conchiudere, e conchiudo augurandomi che l’azione di queste molteplici influenze valga col tempo a modificare, almeno in parte, l’attitudine di dispregio e di indifferenza che da noi la maggior parte degli uomini di scienza assume verso gli studi filosofici, nei quali essi non vedono che una collezione di infeconde e vane logomachie.
      Sia pure permesso a loro di citare la celebre frase di quel gran scienziato e filosofo che fu il Pascal, che «se moquer de la philosophie c’est vraiment philosopher», ma sia anche permesso a noi di osservare che, fra tutte le specie di filosofia, quella che è più meritevole «que l’on s’en moque» è quella che consiste nel credere che l’accumularsi delle cognizioni di generazione in generazione dia motivo sufficiente a ciascuna di queste di ritenersi intellettualmente superiore a tutte le precedenti, che i grandi intelletti del passato abbiano parlato e scritto solo per i loro contemporanei, e che noi non abbiamo più nulla da imparare dallo studio delle loro opere per ciò solo che, su molte «questioni di fatto», essi opinarono meno rettamente di noi ed ignorarono molte cose che ora non è permesso di ignorare neppure ad un allievo di ginnasio o di scuola tecnica.
      [IV]
     
      DIFFICOLTÀ CHE SI OPPONGONOAD UNA CLASSIFICAZIONE RAZIONALE DELLE SCIENZE
     
      Comunicazione presentata al I Congresso internazionale di filosofia tenuto a Parigi nell’agosto del 1900. Pubblicata col titolo Des difficultés qui s’opposent à une classification rationelle des sciences nella Bibliothèque du Congrès international de philosophie, a. III, Logique et histoire des sciences, Colin, Paris, 1901. Poi in Scritti, pp.


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Scritti filosofici
di Giovanni Vailati
pagine 483

   





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