Pagina (119/237)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      - Come si chiama questa in italiano?
      - Indivia.
      - Lo stesso in inglese: endive.
      I tartufi erano la sua gola. Entrammo dal Beppe, di fronte alla tabaccheria Saporiti.
      - Ne avete dei belli? Sapete, a me piacciono bianchi.
      Li guardava e li aspirava lungamente voluttuosamente socchiudendo le palpebre.
      Al venerdì invece si andava alla pescheria, in piazza S. Stefano.
      La signora Clara diventava una pesciaiola. Sapeva chiamarli tutti col loro nome - È fresco questo luccio? Guardate, Giorgio, quella tinca, fiata ancora. I granchi li solleticava alle tanaglie che slargavano e stringevano rabbiose o li percoteva leggermente alla schiena. E quelle anguille? Guardate. E vi ci perdeva in mezzo colle dita, movendole e irritando loro gli estremi della vita, facendole sgusciare le une sulle altre. Talvolta ne toglieva la più viva, per vederla battere la coda che ondeggiava nell'aria e slargare la bocca che cercava la sorsata.
      - Giorgio, fatemi pesare una mezza libbra di locuste.
      In casa erano tutti ghiotti di verdura o almeno se ne faceva un grande sciupìo. Il brodo non era buono se non quando sentiva di cipolle, di capperi, d'aglio e segnatamente di sedano. Perciò ritornavo sempre carico di carciofi, di spinacci, di piselli, di fave, di broccoli, di patate e di tutto quanto dava la stagione.
      - Giorgio, fatevi dare tre finocchi.
     
     
     *

      * *
     
      In poco tempo ero diventato il Beniamino. Il Signore era tutto contento quando andava in camera o vi trovava tutto in ordine - secondo le sue abitudini.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Alla conquista del pane
di Paolo Valera
Editore Cozzi Milano
1882 pagine 237

   





Beppe Saporiti S. Stefano Clara Giorgio Beniamino