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      L'amante dell'imperatore collocata in margine alla reggia, nel palazzo dietro gli alberi del giardino Alessandro, all'angolo di Kamenny-Ostro e di uno dei quais della Neva. La mantenuta Kchòtinskaia ai primi sentori della rivolta ha abbandonato il mantenitore imperiale e si è data alla fuga. Il palazzo è stato subito occupato da Lenine, dal cui balcone ha disperso le idee della rinnovazione sociale alle folle adunate di sotto. La regina austriaca e l'imperatrice tedesca odiavano ed erano odiate. Esse non amavano un popolo che non conoscevano e del quale non parlavano che malamente le lingue e i sudditi non potevano tollerare le donne galanti del trono che offrivano loro focacce nei giorni di carestia e istigavano i mariti a sciabolarli e a sbandarli per le strade. Due Corti e due identici edifici lugubri per i supplizi. La Bastiglia a Parigi e la fortezza di Pietro e Paolo a Pietrogrado. Due Corti e due ricettacoli di indovini, di ciarlatani, di mesmeristi che predicavano l'avvenire, di ciurmadori che andavano da Saint Germain a Giuseppe Balsamo o da Cagliostro a Rasputin - l'ultima potenza occulta che ha istupidita e malefiziato i sovrani con pronostici indiavolati dalle superstizioni, che ha dominata la nobiltà e la plutocrazia russa come guaritore della carne esasperata dai contatti carnali. Milioni di malcontenti in Francia. Milioni di malcontenti in Russia. Un contadiname asservito e spiantato e un esercito di lavoratori salariati da cane in entrambi i paesi.
     
      Lo Czar
     
      Lasciamo i confronti e occupiamoci dell'ultimo tiranno russo.


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La catastrofe degli czars
di Paolo Valera
Libreria Editrice Avanti Milano
1919 pagine 125

   





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