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      gli ha piantato il coltello all'addome: ferita che lo ha tenuto fra la vita e la morte per qualche giorno. Poco dopo ha potuto telegrafare all'imperatrice
      Una canaglia mi ha piantato il suo pugnale nel ventre. Ma grazie a Dio sono vivo. Grigori". Gli ha risposto lo Czar: "Siamo afflitti di ciò che vi accadde". Più tardi: "Siamo felici della riuscita operazione". Tuttavia l'odio cresceva per Rasputin. Egli faceva il ministro, prorogava o scioglieva la Duma. movimentava i generali, e si occupava più lui dell'impero che l'imperatore. Un ministro dell'interno andava dicendo che il posto dell'impostore sarebbe stato più con lo Czar celeste che con lo Czar terrestre. I granduchi e l'alta aristocrazia che avevano fiutato il vento nazionale, e che esecravano il ciurmadore che li teneva lontani dalla reggia, pensarono che per salvare il trono era indispensabile la morte di Grigori, uno zoticone che aveva stregato l'imperatore e l'imperatrice. Il principe Jussupov assunse il compito di distruggerlo. Diceva ai capi della Duma che tutti i mali legislativi venivano da Rasputin: l'infame consigliere dello Czar e della Czarina. "La sua influenza sull'imperatore e sull'imperatrice è straordinaria. Se si dicesse al sovrano che tutto il paese e tutto l'esercito lo hanno abbandonato, ma che Rasputin è con lui, egli guarderebbe tranquillamente l'avvenire. È Rasputin che nomina i ministri e dirige gli affari di Stato. Vi assicuro che l'imperatore consentirebbe a un Ministero responsabile, a una costituzione, se Rasputin fosse all'altro mondo.


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La catastrofe degli czars
di Paolo Valera
Libreria Editrice Avanti Milano
1919 pagine 125

   





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