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      Avrebbe potuto udirne le grida se i carcerieri del sistema bolscevico fossero stati tanto idioti da far assistere alla tragedia un uomo che doveva rivedere le stelle. Buffone! Per la verità aggiungerò questo. Che gli "aguzzini, chiamati così, bolscevichi" quando i Romanov sono entrati nell'edificio spaventoso hanno domandato loro se avevano bisogno di qualche cosa, come se fossero entrati in un Hôtel.
      - Un po' di vodka, rispose l'ex-monarca. E gli fu portata in una bottiglia. Se la tracannò in un bicchiere di cristallo.
      Nessuno dei suoi milioni di imprigionati ha mai avuto un simile trattamento.
      Il ministro degli esteri francese deve essere di buona bocca. Beve tutto... Chi può dimostrare che viene dalla Russia, può fargli trangugiare che l'orso bianco è divenuto rosso. Continuando alla Camera gli orrori bolscevichi ha detto: "Tutte le libertà sono soppresse, tanto per gli operai, che per i contadini, che per i borghesi. La voce della nazione è assolutamente soffocata. Questo despotismo, più terribile del militarismo prussiano, è sostenuto da un pugno di energumeni, causa della fame spaventosa che conduce il paese a una rovina completa!"
      E in Francia non c'erano le code alle botteghe come ci sono state in Italia, in Austria e in Germania?
      Fortuna che Pichon non è uno storico come lo era Thiers!
     
      Il lusso imperiale e la bontà
      bolscevica verso i granduchi.
     
      La borghesia superstite delle due rivoluzioni non sa darsi pace che sia venuto anche per lei il giorno di rimboccarsi le maniche. Essa si crede punita dal bolscevismo che le ha affidato i lavori duri, come quelli dei servigi sanitari durante il colera e dei servigi d'igiene cittadina, come quello di spazzare le vie.


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La catastrofe degli czars
di Paolo Valera
Libreria Editrice Avanti Milano
1919 pagine 125

   





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