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      Egli voleva i "precedenti" dei giornalisti. No, signori moderati, voi non potete assumere arie dignitose, austere, morali, senza liberarvi delle persone indegne che parlano di incorruttibilità delle opinioni. Eh, che diavolo! Si son visti i Mistrali, i Pancrazi, i Montazio scrivere articoli splendidi di forma sulla necessità di moralizzare i costumi politici, ma non era che della prostituzione.
      È stata una campagna non mai veduta. Tutti gli austriacanti erano trascinati alla sbarra della stampa incorrotta. Si sono messi alla berlina l'ex i. r. ciambellano conte Bembo, rappresentante di Venezia, il signor marchese Uberto Pallavicini, il signor Angelo Villa Pernice, deputato di un collegio di Lecco, tutti firmatari degli infami e scellerati indirizzi dei febbraio 1853 a Radetzki, in cui lo si applaudiva e lo si ringraziava di avere fatto provvidamente penzolare dalle forche i nostri poveri martiri. È stata un'esumazione di tutte le vigliaccherie compiute dagli uomini che componevano la maggioranza dell'Italia della cuccagna. Erano tempi tristi. I governanti non avevano pietà per alcuno. Con lo sbruffo ai rettili della stampa e il bavaglio a coloro che non volevano vendersi compivano stragi. Il Richetti, per esempio, ministro della guerra, ha fatto inviare tutti i sotto ufficiali implicati nell'affare Barsanti, assolti alle Assise di Piacenza, alle compagnie di punizioni di Rocca d'Anfo, dei Lido di Venezia e di Finestrelle, dopo averli, naturalmente, fatti degradare e dichiarati indegni di appartenere "alla famiglia onorata come quella dell'esercito!


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Il cinquantenario
Note per la ricostruzione della vita pubblica italiana
di Paolo Valera
Casa Editrice Sociale Milano
1945 pagine 97

   





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