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      Il predicatore della cattedrale di S. Paolo li fece scappare tutti dicendo loro: "Il mio tempio è il tempio della preghiera. Voi ne avete fatto il tempio dei ladri."
      Non era socialista, perchè al suo tempo era dell'utopia. Ma ebbe pei lavoratori della terra pensieri che non lo lasciarono che morto.
      Tanto più se ne studia il movimento, tanto più O' Connor esce circondato dall'aureola del patriota che voleva dare alle masse del lavoro i diritti politici delle classi parassitarie.
      I whigs del suo tempo per questo delitto gli fecero scontare due anni di carcere.
      Come tutti gli uomini che fanno storia in piena bufera, passando dalla piattaforma pubblica al tavolino del giornalista, dalla tribuna del legislatore alla cella degli audaci del movimento, Feargus O' Connor commise degli errori. Come quello di avere fissato il giorno in cui la Charta doveva divenire legge. Come quello di voler inviare una deputazione alla regina per pregarla di licenziare i ministri. Come quello di lasciar credere alle moltitudini che i soldati non avrebbero mai fatto fuoco su loro. Ma è certo, come disse lui stesso, ch'egli viveva e regnava nel cuore di milioni di individui anelanti di dimostrargli la propria devozione e che egli riassumeva la boccata dei vogliamo chartisti.
      Passò sotto archi trionfali, si vide acclamato, applaudito da processioni enormi, immortalato con una statua in una delle più belle piazze di Nottingham, letto a ruba, segnato dovunque a dito come un dio del popolo o come un miserabile leader di canaglia.


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L'insurrezione chartista in Inghilterra
di Paolo Valera
Uffici della Critica Sociale Milano
1895 pagine 125

   





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