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      Il pretesto del comizio è di domandare l'immediata scarcerazione di Guglielmo O' Brien, il direttore dell'Irlanda Unita e degli altri patrioti irlandesi.
      In verità non è che per riconquistare lo square stato dichiarato da Matthews, ministro degli interni, - quel Matthews non ne indovina una! - possessione ereditaria della Corona! - C'è qualche cosa, ditemi, che appartenga alla Corona e che non sia del popolo? O chi lo ha selciato e lastricato e pavimentato per degli anni o dei secoli? Sono state le masse o la Regina?
      Un tipo di ragazzotto, col gessino in bocca e le mani in saccoccia, mi assicura che nella caserma di San Giorgio, vicino alla Galleria Nazionale, è un battaglione di granatieri col fucile in mano.
      - La vuol essere una giornata calda, oggi!
      - Magari!
      Ore 1 1/2. - Tutti i punti che mettono nello square gremiscono. La gradinata della chiesa di San Martino, veduta dall'angolo di Northumberland avenue, traduce una vetrina gigantesca di teste inquiete. Sono i pacifici che assistono come a una rappresentazione teatrale.
      La borghesia è dietro le vetrate o sui balconi o in piedi sulle terrazze o coi gomiti sui davanzali o sui tetti dei palazzi circostanti.
      Si sta bene in alto.
      Ore 2. - Howard non fuma più. Dà come degli ordini. Probabilmente egli ripete le parole di Nelson prima di dare battaglia alla fregata di Villeneuve.
      - L'Inghilterra spera che ogni uomo faccia il suo dovere.
      Lo spero anch'io, accidenti!
      Al nord-ovest si galoppa. E il maggiore Gilbert, seguito da quattro policemen, che fugge per Pall Mall.


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I miei dieci anni all'estero
di Paolo Valera
pagine 147

   





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