Pagina (38/147)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

     
      Al centro erano le bandiere rosse, sormontate dal berretto della libertà, ravvolto nel velo della gramaglia.
      Giunta in St. Martin's Lane la polizia a piedi e a cavallo sbucò da tutte le parti e a colpi di randello le disperse".
      Rientro stracco come un asino e tiro dei sacramenti contro questi guastamestieri che colla loro prudenza politica ci hanno lasciato le folle senza rivoluzione.
      I rivoluzionari si coricano con una disfatta di più.
      Sbracheria
     
      Londra è anche un immenso pollaio di pazzapaglia minuta. Sbucano a gruppi, vanno via a torme, spuntano a drappelli, sostano a folate, scantonano a pellottoni e si sparpagliano dappertutto.
      Dappertutto capannelli di orfani, turbe di illegittimi, angoli di bastardi, moltitudini di monelli, senza casa, frotte di pedoni adolescenti, calca di ragazzaglia abbandonata.
      I loro autori rappresentano la zavorra sociale.
      Galeotti (si sa che mi valgo delle dizioni borghesi), prostitute, concubine, sifilitici e sifilitiche, ladri, ubriachi, epilettici, sciancati, storpi, idioti e via e via e giù e giù fino all'ultima terminologia del naufragio umano.
      La maggioranza è nata nella workhouse, nell'ospedale delle partorienti, nelle prigioni, nella locanda o in Trafalgar square, quando la piazza era ancora un dormitoio possibile per la pitoccheria. Vale a dire prima che il liberticida Carlo Warren, capo della polizia, la sfrattasse con un decreto più bestiale di quello che scacciò i socialisti che volevano continuare la bazza di parlare al popolo dall'alto del blocco della colonna Nelson.


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

I miei dieci anni all'estero
di Paolo Valera
pagine 147

   





Lane Trafalgar Carlo Warren Nelson