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      In quei giorni c'era in giro troppo prampolinismo: troppa quietudine. Si catechizzava. Il '98 e le beghe interne avevano rotto e infiacchito il partito. La guerra era incominciata. In Italia imperava la neutralità. Era un neutralismo che incombeva su noi come una cappa di piombo. Non si escludeva la guerra. Era un pertugio aperto al socialismo. Non si capiva come si potesse essere nella Triplice e vivere in neutralismo. O il regnante era un fedifrago o il popolo non era più con lui. Ecco il perché c'era da noi Bulow ed ecco perché Giolitti passava per un giullare. Il partito socialista, trincerandosi nella neutralità, aveva servito il governo che fingeva di astenersi da ogni movimento belligero, mentre lavorava a tutt'uomo per entrare in guerra.
      Oggi parlando con alcuni ex deputati socialisti della passata legislatura ho avuta la stessa impressione. Se Turati avesse accettato il portafoglio quando gli è stato offerto, non si sarebbe veduto il partito socialista nel disastro come lo abbiamo veduto. Lo avrebbe tirato su. Sarebbe stato rispettato. Non avrebbe dato modo ai nemici di sconfiggere tanta gente. Turati sa orare, sa affascinare con la sua prosa, ma ohimè! non sa agitare, rivoluzionare, condurre le masse dove arde la passione per incendiare un movimento.
      II
     
      IL SOCIALISTA RIVOLUZIONARIO
     
      Cerco una parola adatta ad accomodare lo spirito di Benito Mussolini in un tutto assieme senza sfigurarlo o spostarlo o guastarlo. Egli è quello che è. Come l'ho conosciuto. Come l'ho visto.


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Mussolini
di Paolo Valera
pagine 213

   





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