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      Oh, messer Cin, come 'l tempo è rivoltoa danno nostro e de li nostri diri,
      da po' che 'l ben è sì poco ricolto!(39)
      Messer Cino a Dante
      Dante, i' non so in qual albergo sonilo ben, ch'è da ciascun messo in oblio;
      è sì gran tempo che di qua fuggio,
      che del contraro son nati li troni;
      e per le variate condizioni,
      chi 'l ben tacesse non risponde al fio:
      lo ben sa' tu che predicava Iddio,
      e nol tacea nel regno de' dimoni.
      Dunque s'al ben ciascun ostello è toltonel mondo, in ogni parte ove ti giri,
      vuoli tu anco far dispiacer molto,
      diletto frate mio, di pene involto.
      Merzé per quella donna che tu miri:
      di dir non star, se di fe' non se' sciolto(40).
      Sono due sonetti molto significanti per chi ha un po' d'udito fine, perché, specialmente quando essi siano messi insieme, fanno sentire molto limpidamente il legame che c'è tra questo preteso amore e una fede comune, una lotta comune per un'idea che è messa in abbandono dal mondo, per un bene morale e religioso, quello «che predicava Iddio e nol tacea nel regno de' dimoni», al quale i due amici si serbano fedeli e del quale Cino vuole che Dante parli ancora se non è sciolto dalla sua fede.
      Altro che il gergo meramente letterario sognato dal Comparetti e dal D'Ancona!
      Intanto con quelle poche parole di finto amore Dante, dovunque egli sia, ha fatto sapere a Cino che dove egli è non vi è nessun altro adepto (nessun innamorato) né v'è speranza di diffondere la «dottrina d'amore»: «e chi 'l facesse qua sarebbe stolto».
      Ma basta semplicemente fare un po' l'orecchio all'idea del simbolismo segreto, perché il tono del gergo settario risuoni subito in tutta questa poesia, perché la strana coesione di questi poeti e i loro continui sottintesi e le loro continue allusioni velate a fatti inafferrabili rivelino con tutta chiarezza che siamo in un ambiente settario e che si usa un linguaggio convenzionale.


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Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





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