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      Vendè cavalli e nolli diè per dioE trassesi gli sproni ed è albergato.(78)
      Ora è veramente un bel caso che l'amico di Guido Cavalcanti, Gianni Alfani, capitando a Venezia (un'altra città molto sospetta) abbia trovato egli pure un'altra donna somigliantissima alla sua antica e abbia cantato per lei, ma confondendo in modo sconvenientissimo i due amori.
      De la mia donna vo' cantar con voi,
      madonna da Vinegia,
      però ch'ella si fregiad'ogni adorna bellezza che vo' avete.
      ................................................
      O lasso, quanto è suto il mio doloreposcia, pien di sospiri,
      per li dolci desiriche nel volger degli occhi voi tenete!(79)
      Tutti capiscono che una veneziana vera lo avrebbe, più o meno cortesemente rimandato alla donna fiorentina.
      Ed è caso più mirabile che anche Ser Ventura Monaci, amico di tutti e due, abbia subìto proprio la stessa sorte. Egli fa sapere:
      Di novo gli occhi miei per accidenteuna donna piacente
      miraron perché mia donna simiglia.
      Et qual che sia cagion dil suo consentesua figura lucente
      con vaga luce a me porse le ciglia.(80)
      E si noti che quel «di nuovo» se si intenda come «un'altra volta», ci fa pensare che di tali donne simiglianti ne avesse già trovata qualche altra. Qui non basta meravigliarsi o parlare di «caso». Questo fatto raro e, anche quando accade, non mai così sfacciatamente manifestato, si rivela in tre di questi amici. Negli altri innamorati in genere, quelli innamorati delle donne vere, non accade o se per caso accade, si tace.
      Il calcolo delle probabilità esclude che si tratti di un caso.


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Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





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