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      A questa domanda che è dura e paurosa (e che nel senso letterale sarebbe invece la più ingenua e insignificante) il poeta risponde di aver conosciuto in Tolosa una donna che Amore chiama la «Mandetta». La prima delle due donne (il vero «Fedele d'Amore») lo loda e se ne compiace. Della seconda donna non se ne parla più. Il poeta manda la canzone a Tolosa per mezzo di un adepto, perché la setta sia informata che egli, pur tentato, non rivela il segreto. I bigotti del senso letterale e i fanatici della melodia sono invitati a considerare quanto in questa famosa ballata il senso letterale sia semplicemente sciocco, benché i versi siano melodiosi e pieni di grazia.
      Era 'n penser d'amor quand'io trovaidue foresette nove.
      L'una cantava: - e' piovegioco d'amore in noi. -
      Era la vista lor tanto soavee tanto queta cortese ed umile
      ch'i' dissi lor: - voi portate la chiavedi ciascuna vertù alta e gentile.
      De! Foresette, no m'abbiate a vileper lo colpo ch'io porto:
      questo cor mi fu mortopoi che 'n Tolosa fui. -
      Elle con li occhi lor si volser tantoche vider come 'l core era ferito,
      e come un spiritel nato di piantoera per mezzo de lo colpo uscito.
      Poi che mi vider così sbigottitodisse l'una che rise:
      - Guarda come conquiseforza d'amor costui. -
      L'altra, pietosa, piena di mercede,
      fatta di gioco in figura d'amore,
      disse: - 'l tuo colpo che, nel cor si vede,
      fu tratto d'occhi di troppo valoreche dentro vi lasciaro uno splendore
      ch'i' no'l posso mirare.
      Dimmi se ricordaredi quelli occhi ti poi. -
      A la dura questione e paurosa,


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Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





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