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      Il mottetto suona:
      Caro impetra amor di petrachi so petra petre impetra(415),
      e si deve intendere: A caro prezzo (a suo danno) impetra l'amore d'una pietra chi nella pietra (o sotto la pietra), cioè nella Chiesa corrotta (o sotto di essa), impetra (al Papa): «O Pietro» («Petre» al vocativo). In altri termini: chi volge il suo amore al Papa o alla Chiesa corrotta perde il suo tempo perché cerca l'amore in una «pietra» che amore non può dare. Infatti Dante, che lo sapeva, alla sua «pietra» lanciò, come vedremo, tutte quelle parole d'odio chiamandola apertamente «questa scherana micidiale e latra»!(416)
      2. La strana «Costanza» e la misteriosa «vedova»
      Bastano questi esempi a far intendere che cosa sia e a che serva l'arte dei «mottetti oscuri», alla fine dei quali il Barberino comincia a parlare della sua famosa Costanza, che qualcuno crede ancora che sia una donna della quale era innamorato. E sì che egli scrive chiaramente che si tratta di una cosa misteriosa! Nella traduzione latina dice: «Si plene cognosceres domina que sit ista, oscura forsitan in clara posses protrahere». E tra i primi versi che le dedica son questi dai quali appare troppo chiaro che egli scrive solo perché venga voglia al lettore di andargli a domandare in segreto chi questa donna sia:
      Ma qui ti voglio far una intramessache stu savessi bene
      la donna chi elleneforse poresti
      parere forestie chiaro trar perchessa
      ebbe esta gratia che nacque con essaet io che de la gente grossa temo
      nol voglio in libro porreporallo da me torre(417)


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Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





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