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      Alle persone degne di lei ella dà la salute (dell'anima) e le rende umili (caritatevoli) e la sua somma virtù è questa, che chi ha parlato con lei, con la speranza dell'eterna contemplazione, chi cioè spera veramente, non può finire male, non può essere dannato.
      Madonna è disiata in sommo cielo:
      or voi di sua virtù farvi savere.
      Dico, qual vuol gentil donna parere,
      vada con lei, che quando va per via,
      gitta nei cor villani Amore un gelo,
      per che onne lor pensero agghiaccia e pere;
      e qual soffrisse di starla a vederediverria nobil cosa, o si morria.
      E quando trova alcun che degno siadi veder lei, quei prova sua vertute,
      ché li avvien, ciò che li dona, in salute,
      e sì l'umilia, ch'ogni offesa oblia.
      Ancor l'ha Dio per maggior grazia datoche non pò mal finir chi l'ha parlato(493).
      Strofe quarta. Amore (la setta) insegna che la Sapienza santa così adorna e pura non può essere una cosa mortale e che essa ci promette miracoli da Dio; dopo di che la donna è lodata nel suo aspetto attraente e nel viso, nel quale non può essere fissamente mirata da nessuno perché nessuno può guardare a fondo la Sapienza santa.
      Nel congedo la canzone è inviata con fiducia che sarà diffusa tra molte donne (sarebbe stato carino se fosse capitata veramente nelle mani delle donne che non ci avrebbero capito nulla!) e si noti che Dante scivola anche in questa abilissima canzone nella contraddizione, perché dopo avere scritto che vuole parlare di Beatrice
      Donne e donzelle amorose, con vui,
      che non è cosa da parlarne altrui,


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Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





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