Pagina (407/879)

   

pagina


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

      In quelle parole «non solamente si sveglia là ove dorme, ma là ove non è in potenzia, ella, mirabilmente operando, lo fa venire», suona l'eco di quell'altro suo grande agostiniano pensiero:
      La gloria di colui che tutto muoveper l'universo penetra e risplende
      in una parte più e meno altrove.(498)
      Penetra però in ogni modo dappertutto. Che la moglie di Simone de' Bardi fosse capace di far venire l'amore in atto là dove esso non era in potenza, è un'amena facezia. Che la Sapienza santa lo susciti dappertutto perché non v'è nulla ove non sia almeno un barlume d'amore in potenza per lei, è un altissimo pensiero. Tutti sentono l'ineffabile virtù della Sapienza santa. Ciò che essa mira si fa gentile, chi la vede si volge verso di lei. Via via che essa si mostra di più, produce effetti di maggiore commozione. Quando essa dà il suo saluto fa tremare il cuore e allora l'anima sospira di ogni suo difetto. Avanti a lei scompaiono la superbia e l'ira. Quando parla fa nascere nel cuore ogni dolcezza, ogni pensiero umile, cosicché (frase strana e assurda nel senso letterale), «è laudato chi prima la vide», sono laudati i saggi che la conobbero dapprima e la insegnano ad altri e proprio nella bocca dei quali essa si sente parlare. E il suo sorriso che rappresenta (come vedremo nel Paradiso), la più intima connessione mistica con la Sapienza santa è cosa tale che non si può dire né ricordare, e in queste parole «non si può dicer né tenere a mente», cioè «non si può ricordare» suona l'eco dello stesso pensiero del Paradiso: «appressando sé al suo desire / nostro intelletto si profonda tanto / che retro la memoria non può ire».


Pagina_Precedente  Pagina_Successiva  Indice  Copertina 

   

Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





Simone Bardi Sapienza Sapienza Paradiso Sapienza Paradiso