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      .. poco senso del comico da autoincoronarsi vincitore!
      Testimonianze, emendamenti, sviluppiHo fatto, mi sembra, una parte forse anche più che giusta agli avversari. Quanto ai consenzienti, voglio soprattutto accennare a coloro che al loro consenso hanno aggiunto o qualche testimonianza preziosa o qualche argomento nuovo o qualche emendamento degno di considerazione.
     
      Testimonianze sui vecchi e sui nuovi valori della poesia d'amore. Tra gli argomenti degli avversari ve n'è uno che non posso ribattere con argomentazioni di fatto senza ricorrere alla testimonianza di altri. Ha detto qualcuno dei miei oppositori che le poesie interpretate da me perdono di valore. Posso portare molti testimoni del fatto che avanti a degli spiriti spregiudicati esse aumentano invece enormemente di valore e che la vecchia interpretazione scolastica lascia nei nostri giovani un senso di assoluta insoddisfazione non solo, ma che molti intuiscono già sui banchi della scuola che il castello di carta della tradizione non regge e quando trovano il vero e profondo senso di queste poesie, respirano meglio.
      Alfredo Panzini è stato tra i primissimi che hanno manifestato, si può dire coraggiosamente, la loro simpatia per la mia tesi («Corriere della Sera», 24 dicembre 1927). Non posso non essere lieto di questo fatto perché molto m'interessa il giudizio di un uomo che conosce bene la nostra storia letteraria, ma può giudicarla al di fuori della ristretta tradizione scolastica. Mi fa soprattutto piacere che egli non abbia taciuto il primo disagio che suscita in lui come in tutti, la scoperta di un substrato d'idee convenzionali sotto la poesia che si credeva d'amore, perché fa piacere vedere come un uomo di gusto come lui non dubiti neanche per sogno che da questo disagio si possa passare a negare la verità di un fatto storico che, come egli scrive, è nel mio libro «tremendamente documentato».


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Il linguaggio segreto di Dante e dei Fedeli d'Amore
di Luigi Valli
pagine 879

   





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